mercoledì 22 novembre 2017

LIEBSTER AWARD 2017

Ormai lo sanno tutti: il Liebster Award è un "premio" che i blogger si danno a vicenda per poter dare visibilità ai loro spazi preferiti, soprattutto a quelli con meno di 200 iscritti che sono poco noti ma decisamente interessanti.
È sempre un piacere riceverne uno, perché ci sono delle domande a cui rispondere e questo mi permette di fare quattro chiacchiere con voi, in modo più spensierato e rilassato e farmi conoscere un po' meglio.


Prima di tutto devo ringraziare Eva de La libreria di Eva per avermi nominata, l'ha fatto ancora a luglio, ma io trovo il tempo di rispondere solo ora (però non me ne sono dimenticata!!)
Se ancora non la conoscete non perdetevi l'occasione di fare un salto da lei. Eva è una blogger preparata e accurata nelle sue recensioni, riesce a far trasparire la sua grande passione per la lettura e ha un preciso gusto nei libri. Sceglie sempre opere che si discostano da ciò che legge la massa, particolari, non banali e interessanti; e le sue parole scatenano nel lettore una fortissima voglia di leggere quel dato libro (io per prima ho trovato molti consigli di lettura nel suo blog).
Eva mi fa sempre un sacco di complimenti ed è sempre carina con me, questo mi imbarazza parecchio e ho paura che non troverò mai le parole giuste per ringraziarla, ma soprattutto per far capire a tutti voi quanto sia brava, intelligente, preparata, colta, simpatica e quanto il suo blog meriti molta più visibilità.

Ma ora passiamo alle domande:
1. Qual è il romanzo che racconta una storia che vorresti vivere? Tenendo ben presente però che alla fine ritornerai alla tua vita di oggi...

È una domanda molto difficile alla quale rispondere, perché ci sono moltissime storie che vorrei vivere: tutte quelle dei miei libri preferiti, tutte quelle che mi hanno lasciato e insegnato qualcosa, tutte quelle che mi hanno appassionato e che sono impresse nella mia mente.
Ogni volta che leggo una storia che mi piace molto, mi piacerebbe poterla vivere di persona fino in fondo, per poter amplificare le emozioni che mi suscita.
Questo è quello che preferisco della lettura: poter vivere in qualche modo avventure sempre diverse, anche solo per poco e solo nella mia testa; ma la cosa peggiore è che a un certo punto bisogna per forza tornare alla vita reale.

2. Se potessi trasformarti in un personaggio letterario maschile, quale sceglieresti e perché?

A questa domanda posso rispondere solo con Reth Butler. Primo (e forse unico) personaggio maschile di cui mi sia veramente innamorata in un libri. Caratterizzato magistralmente, una vera descrizione a trecentosessanta gradi, ma tutti i personaggi che Margaret Mitchell ha raccontato nel suo capolavoro Via col vento sono così.
Reth è un uomo affascinante, scaltro, intelligente, sicuro di sé, complesso e profondo; capace di gesti pieni di egoismo, raggiri e imbrogli, ma anche di grande passione, comprensione e tenerezza. Sa sempre cosa dire nel momento giusto, è un gentiluomo di altri tempi, ma anche un mascalzone e sbruffone. Insomma non è del tutto buono o del tutto cattivo.
La complessità di questo personaggio, così ricco di sfumature, mi ha sempre affascinata e incantata, e per me avrà sempre il volto di Clark Gable.

3. Qual è l'ultimo libro che hai letto al di fuori dalla tua "confort zone" letteraria?

Io sono una lettrice che molto raramente abbandona la sua "confort zone", per non dire che non lo faccio praticamente mai. Ma quest'anno è stato diverso, tutto è stato diverso, e per i progetti che avevo dovevo impegnarmi ad affrontare un genere al quale non mi sono mai avvicinata per paura (ma quella vera, perché sono una fifona) ed è l'horror.
I primi due libri che ho letto finora per avvicinarmi a questo genere sono stati Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson e Rosemary' Baby di Ira Levin.
Sono partita con opere più pacate, tranquille, che aggirano il genere horror vero e proprio, ma ora mi sono buttata su qualcosa di più impegnativo come It di Stephen King, che sto leggendo a piccole dosi.

4. Parlaci di un "viaggio letterario" che hai amato molto... cioè un posto che ti è piaciuto dove senti quasi di essere stata, pur avendone solo letto.

Il primo che mi viene in mente al momento è Via col vento. Per me ha significato molto. È stata una continua corsa sulle montagne russe dei sentimenti, un viaggio intenso e indimenticabile, perché ancora oggi certe immagini sono vivide nella mia mente e non mi abbandonano. Accompagnata da personaggi magnifici, ricchi di sfaccettature e completi, che mi sono rimasti nel cuore, tutti nessun escluso; circondata da un contesto storico e delle ambientazioni emozionanti e indelebili.
Un vero capolavoro, che mi ha anche fatto capire cosa vuol dire leggere un libro veramente ben scritto sotto tantissimi punti di vista.

5. Al contrario, qual è un luogo (o un tempo) terribile dove ringrazi di essere stata solo tramite le pagine di un libro?

Beh... credo che a questa domanda possa rispondere con tutto ciò che ho letto riguardo l'Olocausto e la Seconda Guerra Mondiale in generale. Partendo dai romanzi sull'argomento ad esempio Quando Hitler rubò il coniglio rosa (letto la prima volta a 12 anni) o Il bambino con il pigiama a righe, per arrivare alle vere testimonianze come Se questo è un uomo, il Diario di Anna Frank e Il silenzio dei vivi, solo per citarne alcuni.
È un argomento al quale sono molto sensibile e di cui leggo spesso, per raccogliere più testimonianze possibili su questo periodo buio dell'umanità, perché secondo me è importantissimo non dimenticare mai e imparare dagli errori del passato.

6. Un tuo autore o autrice (vivente) "feticcio"? Cioè, di cui compri a scatola chiusa ogni suo nuovo titolo?

Senza ombra di dubbio rispondo con Kate Morton, autrice australiana straordinaria che ho conosciuto molti anni fa con il suo Il giardino dei segreti, di cui mi sono innamorata immediatamente e da allora attendo con trepidazione ogni sua nuova uscita.

7. Rileggi mai libri? Sia in caso di risposta affermativa,  sia negativa... perché?

Di solito non rileggo i libri per mancanza di tempo principalmente. Il tempo da dedicare a questa bellissima passione è sempre troppo poco, perciò preferisco leggere sempre qualcosa di nuovo (i libri belli sono talmente tanti...)
Ma un'eccezione c'è, anzi più di una e sono: Persuasione di Jane Austen, Il Signore degli Anello di Tolkien e tutta la saga di Harry Potter della Rowling; che ogni tanto riprendo in mano perché sento veramente la necessità di rileggerli.

8. Perché hai aperto un blog letterario?

Non c'è molto da dire a riguardo. Credo che volessi solo un posto dove poter dare sfogo alle mie impressioni sui libri che leggevo, dare un ordine alle continue riflessioni che avevo in testa e poterne parlare con qualcuno.
Negli anni è diventato molto di più: un posto tutto mio, dove mi sento bene e al sicuro, che mi aiuta a rilassarmi e divertirmi; attraverso il quale ho conosciuto della gente stupenda con la quale ho instaurato delle vere e proprie amicizie, anche se siamo in posti del'Italia o del mondo completamente diversi.

9. Quando acquisti un libro, qual è l'aspetto che ti influenza di più? La copertina, la trama, l'edizione, il prezzo...

Sempre e solo la trama, io mi concentro solo su quella, se mi piace e mi conquista tutto il resto passa in secondo piano, anche una copertina brutta o un'edizione rovinata. E per lo stesso principio se la copertina di un libro mi piace tantissimo, ma la trama non mi convince, mi limito a guardarlo senza comprarlo.
Ci sono anche alcune case editrici di cui mi fido molto e di cui potrei comprare quasi tutto il catalogo a scatola chiusa, per esempio Bompiani e Sonzogno tra le più grandi e tra le piccole Caravan Edizioni ed Edizioni E/O. Ma comunque leggo sempre prima le trame.

10. Il libro che stai leggendo in questo momento: perché proprio quello? Com'è arrivato a te?

Mi piacerebbe citare un libro impegnato, importante, di quelli che ti cambiano un po' nel profondo quando li leggi, e soprattutto mi piacerebbe poter fare bella figura. Ma purtroppo mi ritrovo a rispondere a questa domanda in un periodo un po' particolare della mia vita da lettrice.
Ve lo dico solo perché sono una persona onesta, ma mi vergogno un po' al momento. Ora sul mio comodino si trova Cupcake Club di Roisin Meaney... un chick-lit dei più beceri e che avranno letto in cinque.
La motivazione è presto detta. Dopo il periodo impegnativo che ho passato, non avevo proprio la testa per concentrami su un libro serio e quindi avevo bisogno di qualcosa di molto leggero, che non mi impegnasse troppo la testa, da poter leggere con superficialità, per prepararmi a letture migliori. Per fortuna lo sto finendo, perché, ora che sono pronta ad altro, mi sta davvero infastidendo.

11. Elenca cinque libri che leggerai quest'estate in vacanza.

Ve l'ho detto che Eva mi aveva nominato ancora a luglio per queste domande, quindi qui risponderò con i cinque libri che voglio sicuramente leggere in futuro (più o meno prossimo) anche perché sono nella mia libreria in attesa da troppo tempo.
La collina dei conigli di Richard Adams
La saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard (lo so che sono già questi cinque libri, ma contiamoli come un unico tomone, dai)
Exit West di Mohsin Hamid
Le ragazze di Emma Cline
Il segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati


Ora è il mio turno di nominare qualcuno. Alcuni avranno anche più di 200 iscritti e sicuramente li conoscerete già, ma lo scopo secondo me è leggere le loro risposte alle domande, no? È questo che ci interessa di più.
Un libro per amico
Il grado zero della lettura
La Biblionauta
Athenae Noctua
Letture sconclusionate

E visto che Eva ha fatto veramente delle belle domande, io mantengo queste undici e invito le ragazze che ho nominato a darci le loro risposte (l'undicesima viene cambiata con: i cinque libri che vorresti leggere assolutamente in futuro)
Ora tocca a voi, non vedo l'ora di leggere le vostre risposte.

lunedì 20 novembre 2017

A VOLTE RITORNANO...

Dal titolo sembra una minaccia, ma in realtà torno ora qui da voi per scusarmi di essere sparita per tre mesi dal blog e per spiegarvi un po' il motivo di questa assenza.



Avevo un sacco di programmi per i mesi scorsi: per tutta agosto doveva esserci una rubrica riassuntiva dei libri letti finora, post brevi, veloci e programmati in modo da darmi la possibilità di dedicare l'estate alla lettura di tanti bei libri, per potervene poi parlare a settembre.
Con l'arrivo di ottobre, e in previsione di Halloween, avrei dedicato tutto il mio tempo a letture horror (o comunque si avvicinassero a quel genere, perché ricordiamoci che sono sempre una fifona), in modo da fare un bel mese a tema, tra recensioni e tag trovati in rete, chiudendo il tutto in bellezza il 31 ottobre con il paragone tra il libro IT di Stephen Kong e il film omonimo nelle sale cinematografiche proprio in quei giorni.

Bei progetti, pensati e studiati per mesi, stilando scalette di programmazione precise e minuziose, raccolta di materiale necessario e organizzazione del mio tempo.
Un piano di cui ero estremamente convinta e che mi elettrizzava parecchio. Per la prima volta in vita mia ero riuscita a fare dei piani a lungo termine per il blog, finalmente ero riuscita a mettermi seriamente su un progetto, assolutamente convinta che l'avrei portato a termine tranquillamente.
Ma poi è andato tutto all'aria.
La vita reale si è messa prepotentemente in mezzo e tutto è sfumato velocemente.

Agli inizi di agosto ho cominciato a non stare bene, niente di veramente preoccupante, ma decisamente fastidioso soprattutto perché non potevo godermi in pace e serenità le vacanze.
Ho cominciato a fare le prime visite, ma devo dire che ero ancora abbastanza tranquilla.
Purtroppo però, a fine agosto, le cose sono velocemente peggiorate ed è stato un continuo susseguirsi di altre visite, esami specifici e giornate passate in ospedale in attesa di risultati e risposte.
Così sono cominciati due mesi di paura, panico, ansia e angosce.
Un brutto periodo, caotico e preoccupante, in cui tutto è andato molto veloce, troppo veloce... e a un certo punto non sono più riuscita a mantenere il passo e mi sono persa.
La calma, la logica e la razionalità che di solito mi contraddistinguono mi hanno abbandonata, lasciando spazio alla paura e al panico... a veri attacchi di panico.
Panico che ancora mi accompagna ogni tanto, anche adesso che l'emergenza è rientrata e io mi sto finalmente riprendendo.

Le cose ora vanno meglio, decisamente meglio, ma non sono ancora tornata quella di prima e probabilmente non tornerò più a essere la stessa persona che ero prima. Non in senso stretto naturalmente, questa cosa non mi ha drasticamente cambiata per sempre, ma certi avvenimenti per un momento destabilizzano il tuo mondo e questo comporta una serie inevitabile di cambiamenti personali.
E per quanto questi cambiamenti siano impercettibile per le persone che ti stanno intorno, comunque ci  sono: ci si sente una persona diversa sotto alcuni punti, qualcosa muta, si evolve e non si può pretendere di tornare indietro a prima che tutto accadesse.
A questo punto mi torna in mente una delle frasi più belle di uno dei miei film preferiti (mai frase fu più azzeccata):
Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita, come fai ad andare avanti quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro? Ci sono cose che il tempo non può accomodare, ferite talmente profonde che lasciano un segno.
Quello che mi è mancato di più in questi mesi è stato leggere.
I libri sono sempre stati per me degli amici fidati con i quali trascorrere delle ore piacevoli e spensierate, una coccola che cerco di concedermi ogni sera, un momento tutto mio. Ma nei momenti difficili purtroppo non è così, e questa volta non ha fatto eccezione.
Arrivavo alla sera distrutta e a stento mi reggevo in piedi, la testa era distratta da mille pensieri e come se non bastasse gli occhi non volevano collaborare.
Così i mesi sono passati senza aprire un libro.

Ma ora è arrivato il momento di rimettermi in pari con le letture e ho già ricominciato da un po' la bellissima abitudine di leggere un po' prima di addormentarmi. Ma soprattutto devo riprendere in mano il mio povero blog, che ho trascurato per troppo tempo.
Non so se riuscirò a mantenere una certa costanza nelle pubblicazioni, ma idee e progetti ne ho ancora tanti e se per ora non riuscissi a metterli in atto, guardo già con occhi fiduciosi al nuovo anno.
Intanto cominciamo con calma, un passo alla volta.

E voi cosa mi raccontate? Cosa avete combinato in questi mesi che non ci siamo sentiti? Cosa avete letto? Ci sono letture nuove e interessanti che mi sono persa?

venerdì 18 agosto 2017

I MIGLIORI 3... LIBRI SUL FEMMINISMO


Essendo marzo il mese con al suo interno la festa della donna, mi era sembrato carino e interessante dedicargli un tema specifico qui nel blog e quindi recensire libri sul femminismo.
In pochi post, durante tutto il mese, non sono certo riuscita a esplorare appieno questa letteratura, diciamo che ho appena cominciato a scalfirne la superficie. Ma tra quelli che ho letto, ne ho identificati tre che sono importanti per capire che cos'è in realtà il femminismo e farci un'idea più consapevole su questo argomento.
Con solo tre libri partiamo dalle origini di questa corrente, negli Stati Uniti, e arriviamo ai giorni nostri, in Pakistan, passando per la Nigeria.

Dichiarazione dei sentimenti di Elizabeth Stanton e Lucretia Mott.
Un libricino piccolo, breve, ma intenso e completo, edito dalla straordinaria Caravan Edizioni, che racchiude tra le sue pagine una storia fatta di coraggio e voglia di cambiare le cose.
Quattro donne si ritrovano per un tè tra amiche e dai loro discorsi, dalle loro riflessioni e soprattutto dalle loro profonde convinzioni, nasce un movimento che da li a poco prenderà il nome di femminismo.
Dagli Stati Uniti prende il via questa corrente, che si diffonderà presto anche nel vecchio continente, che contribuirà a cambiare molte cose nel mondo e che ancora oggi continua nel suo intendo, cercando di dare a uomini e donne gli stessi diritti in tutto il mondo.
Una lettura veramente veloce e semplice, ma ricca di significato, che racconta una parte importante della storia di tutti noi.

Dovremmo essere tutti femministi di Chimamanda Ngozi Adichie.
Di cosa parli questo libro lo spiega già bene il titolo stesso. In pochissime pagine, estremamente scorrevoli, è riportato un intervento che questa autrice nigeriana ha tenuto nel dicembre 2012 alla TEDXEuston Conference (incontro annuale dedicato all'Africa).
In poche e semplici parole Adichie spiega che cosa voglia dite essere femministi al giorno d'oggi, perché lei si consideri tale e soprattutto perché sia una cosa che conviene a tutti esserlo. Che si tratti di uomini o donne: TUTTI dovremmo essere femministi.
E anche grazie a questa scrittrice oggi dichiararsi femministi vuol dire credere fermamente nell'uguaglianza sociale, politica ed economica dei sessi.

Io sono Malala di Malala Yousafzai.
E termino con questa commovente e intensa biografia di Malala, ragazzina pakistana che combatte per  garantire il diritto allo studio per tutte le bambine del suo paese, e di tutti i paesi meno fortunati.
Continua imperterrita nella sua missione anche dopo l'attentato alla sua vita nel 2012, da parte dei talebani, che la costringe in un letto d'ospedale per mesi a lottare tra la vita e la morte, e che poi porterà lei e la sua famiglia a vivere in Inghilterra e non tornare più nel suo amato paese.
Ma tutto questo non ha spaventato Malala, non l'ha scoraggiata, ma anzi l'ha resa ancora più forte e agguerrita, portandola a parlare anche alle Nazioni Unite, per far conoscere la terribile situazione del Pakistan.
Una ragazza incredibile, da cui tutti dovrebbero imparare e prendere ispirazione, per cercare di cambiare le cose e rendere il mondo un posto migliore.

venerdì 11 agosto 2017

I MIGLIORI 3... LIBRI DIVENTATI SERIE TV


Lo so che qui nel blog vi ho parlato solo di tre libri che sono diventati serie TV (o miniserie) e che quindi, non per forza, saranno i migliori tre in assoluto, di ogni tempo, ma solo i migliori di cui vi ho parlato per il momento. In più, prendiamo questa rubrica anche come un ripasso di quello che ho postato nel blog, che nel caso vi foste persi qualcosa, ora potrete recuperare.

Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket.
Serie di 13 libri per ragazzi, che raccontano le avventure dei tre orfani Baudelaire, Violet Klaus e Sunny, costretti a scappare in continuazione dal terribile Conte Olaf, interessato a mettere le grinfie sul patrimonio dei ragazzi.
Dei libri divertenti, appassionanti, ma che allo stesso tempo riescono a insegnare molto da molti punti di vista. La serie cresca insieme al lettore e ogni suo volume diventa più corposo e affronta tematiche più impegnative e serie. L'elaborazione del lutto è alla base di tutta la storia e, attraverso il modo di agire dei tre personaggi, aiuta il lettore a superare anche uno scoglio così grande come la perdita di qualcuno.
Netflix ne ha tratto una serie, di cui è disponibile la prima stagione, composta da otto episodi che coprono le vicende dei primi quattro volumi.
L'autore dei romanzi, Daniel Handler, figura tra i produttori esecutivi. Gli attori sono molto bravi e una menzione speciale va a Neil Patrick Harris, che interpreta un perfetto Conte Olaf.
La serie TV contiene molte anticipazioni dei romanzi seguenti, quindi io vi consiglio di leggere prima tutta la saga e poi dedicarvi alla visione.

Mildred Pierce di James M. Cain.
Un noir splendido, coinvolgente ed emozionante. La storia di una donna forte, determinata e risoluta. Tutto ciò che Mildred riesce a ottenere è perché se l'è guadagnato, lavorando sodo e con dignità. Ma per colpa di un uomo spocchioso e soprattutto a causa della propria figlia (odiosa), la donna perderà tutto ciò che aveva conquistato negli anni.
La mini-serie televisiva tratta da questo romanzo è della HBO ed è interpretata dalla straordinaria, maestosa e inimitabile Kate Winslet.
La trasposizione è estremamente fedele al libro, sia nelle ambientazioni che nelle vicende, addirittura alcuni dialoghi sono riportati parola per parola dagli attori.
Quindi non c'è molta differenza tra leggere il libro e guardare la serie, scegliete voi da quale dei due modi farvi sorprendere prima.

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.
Primo libro della regina del giallo, Agatha Christie, che leggo e che mi è piaciuto moltissimo.
Dieci persone vengono invitate in una villa a Nigger Island, dove una voce inumana e penetrante li accusa di essere tutti assassini. Inizia così un incubo ricco di tensione, angoscia, panico, terrore e isteria e ad uno ad uno moriranno per mano di un misterioso assassino che si rivelerà solo nelle ultime pagine del romanzo.
Intrigante e coinvolgente, che terrà il lettore incollato alle pagine fino alla sconvolgente rivelazione finale. Un libro che fa lavorare freneticamente il vostro cervello, per cercare di sbrogliare tutta la matassa, ma sarà impossibile capire chi è il vero colpevole.
La mini serie televisiva della BBC è fatta magistralmente, fedele alla storia del romanzo e in grado di trasmettere anche le stesse sensazioni della lettura, anche grazie a una suggestiva, e inquietante, colonna sonora.
In questo caso, essendo un giallo, dovete scegliere quale modo preferite per venire a conoscenza della storia e dell'assassino; essendo due cose molto simili, libro e serie TV, sicuramente la lettura del primo rovinerà la visione della seconda, e viceversa.

venerdì 4 agosto 2017

CALENDARIO DELLE LETTURE DI AGOSTO/SETTEMBRE

Luglio è stato un mese infernale, pieno di impegni, per questo la programmazione del blog ha subito un po' di variazioni e anche questa rubrica è slittata un po' più avanti di quando la propongo solitamente. Ma la normalità tornerà con l'arrivo dell'autunno e le temperature più miti, intanto con questo caldo le cose cambiano un po'. I post che pubblicherò in questo mese d'agosto saranno diversi, non ci saranno recensioni, ma soprattutto una rubrica che voglio provare a proporvi una volta a settimana; e se andrà bene diventerà protagonista qui nel blog durante i mesi estivi.
Ma intanto facciamo l'elenco delle letture che vorrei fare ad agosto, di cui vedrete le recensioni il mese prossimo, e poi diamo un'occhiata alle letture di settembre, perché mi devo preparare per il progetto che occuperà tutto il mese di ottobre. Ma una cosa alla volta, poi vi spiego meglio.

Cominciamo con la nuova uscita di Las Vegas Edizioni di Lorenzo Vargas Una più del Diavolo, che si preannuncia una lettura divertente e accattivante.
Il Diavolo è scomparso, nessuno sa dove sia. La dicotomia bene/male è fondamentale per l'umanità e senza uno dei due pesi della bilancia, che cosa potrà accadere? Sicuramente nulla di buono.
Unica speranza per sistemare le cose è Giovanni Archei, un musicista oscuro mai del tutto cresciuto. Sarà Raziel, l'angelo dei segreti, a rivolgersi a questo strano eroe per salvare l'umanità.
Mi incuriosisce molto e sarà sicuramente la mia prossima lettura. Ho proprio bisogno di qualcosa di leggero e divertente, perché sto vivendo una sorta di blocco del lettore (tipico del periodo estivo) e questo potrebbe aiutarmi a rilanciare la mia voglia di leggere.
Per rimanere in tema, ho anche il racconto Al buio scritto a quattro mani dagli editori di questa casa editrice, Carlotta Borasio e Andrea Malabaila, edito però da Intermezzi Editore. E vi farò sapere cosa ne penso anche di questa lettura veloce, che mi incuriosisce molto.

Uomini nudi di Alicia Giménez-Bartlett è un romanzo che mi ha prestato mia madre eoni fa e sarebbe anche il caso che lo leggessi e glielo restituissi. Quindi quale occasione migliore delle vacanze estive per smaltire una lettura di 440 pagine?!
Irene è un'imprenditrice che viene lasciata dal marito e decide di licenziarlo dall'azienda di famiglia, consapevole che il loro legame era stato fin dall'inizio non d'amore ma di convenienza.
Javier è un professore di letteratura licenziato per i tagli dovuti alla crisi. Per questo l'uomo cade in depressione, mettendo in difficoltà il suo rapporto con la compagna.
Accanto a Irene e Javier ci sono Ivan, il duro di periferia, e Genoveva, single anticonformista. A poco a poco le vite dei personaggi entrano in contatto e in progressiva, irresistibile collisione.
È un libro Sellerio, quindi sicuramente una garanzia.

Poi mi dedicherò a una biografia. In previsione del compleanno di Elizabeth Gaskell (il 29 settembre) ho intenzione di dedicarle una puntata di Fingerpost: indicazioni per..., come avevo fatto lo scorso aprile per Charlotte Brontë.
Non c'è molto materiale in italiano su questa straordinaria autrice dell'Ottocento (grande amica della suddetta Charlotte), purtroppo non è molto conosciuta e letta in Italia. Ma in mio soccorso arriva la bellissima casa editrice Jo March che ha pubblicato l'accurata biografia Sui passi di Elizabeth Gaskell scritta da Mara Barbuni, traduttrice di alcuni dei romanzi più famosi di questa autrice, come Gli innamorati di Sylvia e Mogli e figlie, per la stessa casa editrice.
Trascorrerò questi due mesi a cercare anche altro materiale su Elizabeth Gaskell, in modo da riuscire a fare una panoramica della sua vita il più completa possibile, e provare a far conoscere al pubblico una scrittrice che merita più attenzione.

Queste sono le letture che intendo fare assolutamente durante agosto. Sono solo tre perché voglio lasciarmi anche qualche spazio per scegliere libri spinta dall'ispirazione del momento. Ne ho talmente tanti, soprattutto nel Kindle, che non voglio programmare completamente i miei mesi di letture, ma ogni tanto voglio farmi guidare dall'istinto.
In modo leggermente diverso gestirò i mesi di settembre e ottobre, perché qui una certa programmazione serrata è quasi d'obbligo. Ho intenzione di dedicare tutto ottobre a recensioni di libri horror qui nel blog, in previsione di Halloween che chiuderà il mese con il libro horror per antonomasia (almeno per me). Non è un genere con cui ho molta confidenza, anzi possiamo dire che mi è del tutto estraneo (e mi spaventa molto); per questo mi affiderò a grandi classici e soprattutto al re di questa letteratura: Stephen King.

Per ora ne ho scelti solo tre, la cui lettura mi occuperà gran parte di settembre.
Il primo che mi è venuto in mente quando ho pensato alla letteratura horror è stato ovviamente Dracula di Bram Stoker.
Mai affrontato perché temevo mi avrebbe fatto troppa paura, e visto che io leggo soprattutto di sera, questo mi avrebbe causato molte notti insonne, ne sono sicura. Ma quale miglior occasione di addentrarmi in questa lettura, se non il mese che ospita la festa più "paurosa" di tutte ed esorcizzare un po' le mie paure.
Non credo serva illustrarvi di cosa parli questo libro, tutti al mondo lo conoscono, anche quelli che non l'hanno mai aperto in vita loro. Comunque, grazie a questa lettura, mi recherò in Transilvania per incontrare il terrificante Conte Dracula.

Il secondo classico scelto è Frankestein di Mary Shelley. Sinceramente questo libro non mi ha mai spaventato, come invece ha sempre fatto Dracula o altri del genere, ma anzi mi affascina e incuriosisce. La cosa che mi spinge di più a leggerlo è che al suo interno racchiude le basi di molti altri generi letterari, dal gotico alla fantascienza, dal thriller all'action, fino ad arrivare all'horror puro.
È la storia dello scienziato Frankestein e della sua bizzarra idea di assemblare un essere con parti di cadavere e animarlo con l'elettricità. Ma le cose precipitano velocemente e lui decide di abbandonare la sua creatura sperando che muoia, ma essa tornerà per vendicarsi.
In più sono proprio curiosa di leggere la grande opera di questa autrice, che all'epoca era una mosca bianca in una letteratura di genere prettamente maschile.

E ora arriviamo al vero punto della questione.
Il mio intento è quello di pubblicare il giorno di Halloween la recensione del libro It di Stephen King, con magari un piccolo confronto con la miniserie televisiva in due parti del 1990, che io vidi a otto anni e che mi terrorizzò a morte.
Visto che credo fermamente nel superamento delle proprie paure affrontandole, mi sento abbastanza pronta ora per affrontare questa lettura, e avrò bisogno di un bel po' di tempo, perché sono più di 1200 pagine. Spero di farcela... non tanto per la mole, ma più che altro spero non mi spaventi troppo da arrivare ad abbandonarlo.
Naturalmente io non posseggo questa "simpatica" nuova edizione del romanzo (che vedete in foto), ma ho quella del 1992 con una copertina molto più bella e sicuramente più inquietante.
Anche di questo, come Dracula sopra, non credo serva raccontarvi la trama, ma nel caso vi basti sapere che in una ridente cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia...

Per ora questo è il mio piano di lettura. Che ve ne pare? Sicuramente verso fine settembre e inizio ottobre dovrò scegliere altri libri horror, o comunque intorno a quel genere, per poter riempire tutto un mese di recensioni. Sto pensando a qualcosa di Neil Gaiman, più soft ma sempre in tema, o anche Shirley Jackson, Edgard Alan Poe e Lovecraft. Ma ci penserò a tempo debito.
Intanto, voi cosa state leggendo? Vi ho incuriosito con qualche titolo? Avete intenzione di leggere qualcuno di questi libri? Soprattutto gli ultimi tre, così possiamo fare un piccolo gruppo di lettura, perché io avrò sicuramente bisogno di sostegno... Ma soprattutto avete qualche consiglio da darmi a riguardo, qualche romanzo horror che devo assolutamente leggere?

martedì 1 agosto 2017

L'ALTRA FIGLIA di Annie Ernaux

I libri di questa autrice francese sono considerati dei veri classici contemporanei. Amatissima in patria, qui da noi è arrivata grazie a L'Orma Editore, che ha tradotto, oltre a questo, anche Il posto, Gli anni e Memoria di ragazza.
Tutti i suoi romanzi sono autobiografici e anche L'altra figlia è uno spaccato della sua vita che racconta un momento importante della sua esistenza, estremamente personale, che racchiude nelle sue pagine una riflessione su cosa voglia dire a volte essere figlia e soprattutto sorella di qualcuno che non c'è più.

In un'assolata domenica d'estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un'altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse.
È una rivelazione che diviene lo spartiacque di un'infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice, e infiamma l'intensa prosa di questo romanzo breve.
"Per lasciarsi alle spalle il fuori fuoco del vissuto" Annie Ernaux intraprende una lettera impossibile a quella sorella sconosciuta. Rivivono così i sensi di colpa e i moti d'orgoglio, le curiosità taciute e le inconfessabili gelosie, il peso del confronto e il privilegio di essere amata.
Ancora una volta la grande autrice francese intesse una prodigiosa corrispondenza di sensi tra vivi e morti, scolpendo in una scrittura perfetta la storia di una relazione fragile, preziosa e irrimediabile come ogni esistenza umana.

Lo stile di Annie Ernaux è poetico e raffinato, in poche pagine e attraverso un linguaggio semplice e scorrevole racconta una storia che ha un grande significato per lei. Una narrazione ricca di sensazioni, emozioni e sentimenti che la aiutano anche a riflettere su quel rapporto mancato con la sorella scomparsa e mai conosciuta.
Una lunga lettera intrisa di particolari, che le serve per fare finalmente il punto della situazione su una vicenda che non ha mai affrontato completamente, che ha sempre vissuto guardandola da distante e a volte ignorandola del tutto. La scrittrice da finalmente sfogo ai suoi pensieri, consegnando al lettore un piccola ed emotivamente coinvolgente parte della sua vita.

All'inizio Ernaux ripensa a quel giorno, di molti anni prima, in cui ascoltò di nascosto sua madre raccontare della figlia avuta prima di lei e tragicamente scomparsa. È una rivelazione sconvolgente per lei, che non riesce ad accettare e che per molti anni a venire cercherà di ignorare e nascondere. Ma tutto il suo vissuto, compreso questo piccolo avvenimento che è rimasto sopito dentro di lei per molto tempo e che ha scavato nella sua mente e influenzato il suo modo di vedere le cose, l'ha portata ad essere la scrittrice che è oggi: un'autrice che attinge alla sua vita privata per raccontare storie toccanti e intense. Così decide di scrivere questa lettera, indirizzandola alla sorella mai conosciuta e vista solo attraverso poche foto ingiallite, per mettere nero su bianco una riflessione complessa e sofferta; ma anche per ringraziarla, perché è anche grazie a lei se oggi si ritrova con una penna in mano a scrivere romanzi dall'enorme successo. Probabilmente questa vicenda ha segnato in qualche modo il suo destino, spingendola a diventare nient'altro che una scrittrice.

Con uno sguardo al passato l'autrice analizza gran parte della sua vita dopo l'incredibile scoperta, rendendosi conto dell'enorme senso di colpa che l'ha accompagnata perché lei è sopravvissuta e la sorella no; lei ha ricevuto più amore (o almeno per più tempo) dai genitori, che invece si sono visti strappare l'altra figlia dalle braccia amorevoli per colpa di una malattia; la gelosia provata nello scoprire che "l'altra era più buona di quella lì"; l'inevitabile confronto con una persona che non c'è più, la cui presenza è invisibile ma costantemente percepibile, perché chissà come sarebbe potuta diventare: sarebbe stata più bella, più brava, più intelligente, più... e che ha lasciato un'impronta dentro di lei nonostante la sua assenza; e poi anche il rammarico di non essersi informata su questa sorella, di non averne mai parlato con i genitori quando erano ancora in vita, o di non aver chiesto notizie a parenti e amici di famiglia.
Per tutta la vita Annie Ernaux si trova a fare i conti con questa figura ingombrante e silenziosa, con cui non può parlare, confrontarsi e litigare; una bambina di cui non conosce praticamente nulla, se non il nome e l'aspetto visto in una vecchia fotografia rovinata, e di cui ormai non scoprirà mai nient'altro e si dovrà accontentare solo dell'immagine che si è costruita nella mente.

Un romanzo breve, di nemmeno ottanta pagine, che si legge con calma in un caldo pomeriggio d'estate. Coinvolgente ed emozionante, a tratti commovente, intenso per il tema trattato, ma che vi scorrerà tra le mani grazie anche a una prosa e un talento difficili da trovare nei romanzi contemporanei. Il tutto contornato da una splendida veste grafica, di quelle che solo L'Orma Editore sa fare: copertine semplici e lineari, ma ricche di significato, che sanno cogliere l'essenza della storia attraverso un'immagine.

venerdì 21 luglio 2017

QUALCUNO CAMMINA SULLA TUA TOMBA di Mariana Enriquez

Da dicembre dell'anno scorso, da quando sono tornata a casa da Roma, questo libro è rimasto ad aspettarmi pazientemente sulla mia libreria. Attendeva il suo momento e finalmente è arrivato. Non vedevo l'ora di leggerlo, lo desideravo molto, e grazie al progetto #IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering ho avuto una scusa più che valida per leggerlo, dato che tutto il mese di luglio è dedicato alla casa editrice indipendente Caravan Edizioni.
Forse è più un libro invernale, ma anche con questa insopportabile calura, Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez è riuscito a regalarmi delle serate piacevoli e rilassarmi, accompagnandomi attraverso paesi diversi e interessanti.

Amore e morte nel cimitero di Genova, la ricerca di tracce del vudù a New Orleans, il furto di un osso nelle Catacombe di Parigi...
Mariana Enriquez, "collezionista di cimiteri", ci regala la sua personale guida delle città dei morti più suggestive in giro per il mondo.
Non c'è nulla di macabro in queste pagine: i cimiteri di Mariana sono città invisibili in cui milioni di vite continuano a esistere in nomi, date, epitaffi, foto sbiadite, leggende, splendide statue.
Così nelle ultime tracce che i morti hanno lasciato a propria memoria - le tombe -, l'autrice ritrova pezzi di storia, mitografie impossibili, racconti di paura.



Lo stile della Enriquez è fresco, pulito e genuino. Niente di complicato, scorre velocemente sotto gli occhi, invoglia alla lettura ed è praticamente un libro impossibile da posare finché non lo si finisce.
Il libro è composto da diversi racconti, di lunghezze decisamente diverse, ma che non sono assolutamente racconti inquietanti sui cimiteri, anzi, sono passeggiate tranquille in questi luoghi per vederli semplicemente per quello che sono: dei posti di riposo, silenziosi che trasmettono tranquillità, che non nascondono nulla di spaventoso o macabro, ma che al contrario hanno da raccontare molte storie.
A dire la verità sì, alcune storie sono un po' inquietanti, come ad esempio quella del bambino messicano, di Guadalajara, morto d'infarto a causa della sua paura del buio, e che veniva disotterrato da qualcuno tutte le notti.
Ma solo alcune sono così macabre, la maggior parte sono racconti curiosi e interessanti di persone del tutto comuni.

Mariana Enriquez racconta queste storie con un enorme rispetto nei confronti dei defunti e una sana curiosità nel capire cosa sia successo veramente e perché. Non c'è nulla di macabro o ossessivo nelle sue indagini, lei non vuole dare ai cimiteri che visita quella parvenza di mistero e inquietudine, ma ne è affascinata e incuriosita per ciò che questi posti possono raccontare. E questo è percepito dal lettore che legge queste pagine, e si lascia influenzare, coinvolgere e incuriosire.
Questo libro racchiude delle semplici camminate per cimiteri che l'autrice ha fatto in giro per il mondo, visitando alcuni dei luoghi di sepoltura più famosi, più grandi, più affascinanti e più maestosi che si conoscano (e non). Ma ciò che la Enriquez aggiunge a queste storie, per dare quel tocco in più e quindi interessare ancora di più il lettore, è accennare velocemente, ma con parole semplici e chiare, alla storia del Paese in cui si trova quel determinato cimitero. Le spiegazioni di alcune vicissitudini storiche e attuali di quei posti, unite ad accadimenti personali della scrittrice, arricchiscono questi racconti, dando una visione più ricca e completa.

Molto spesso quando leggo dei racconti ce ne sono alcuni che mi piacciono di più e altri di meno, è normale. In questo caso non è successo. Il fatto che siano così diversi, ma uniti da un filo comune che è la morte e l'amore, me li ha fatti piacere tutti a loro modo. Ogni storia è particolare e interessante, ma anche le culture che le circondano sono così diverse tra loro da renderle speciali e memorabili. Come ad esempio la descrizione di come si festeggia il Giorno dei Morti, 2 novembre, in Messico; oppure la storia dell'isola Martín García in cui "nessuno muore" (cosa sono tutti vampiri?); o le difficoltà dei primi insediamenti dei coloni in Australia, più precisamente a Rottnest Island, che andarono a scapito degli aborigeni; o ancora il museo del Vudù in Louisiana e il suo cimitero ricco di defunti con storie curiose; per non parlare del cimitero ebraico della Colonia Novibuco a Basavilbaso in Argentina.

Per quanto i Paesi visitati dall'autrice siano molto distanti tra loro, il modo che hanno di vivere la morte li accomuna e anche la disposizione dei defunti, per il riposo eterno, è molto simile: con lapidi bianche, croci grandi e piccole, e statue o monumenti imponenti per ricordare il caro estinto.
È curioso notare, grazie a questo libro, come in qualsiasi parte del mondo alcune morti e luoghi particolari siano legati a credenze popolari, superstizioni e riti scaramantici. Ogni cimitero ha la sua leggenda.
Un libro consigliatissimo, che vi accompagnerà per diversi giorni, raccontandovi storie interessanti e affascinanti, che vi farà scoprire angoli diversi del mondo e che vi trasmetterà una grande calma e tranquillità, invitandovi a fare una passeggiata nel cimitero più vicino a voi.

martedì 11 luglio 2017

QUELLO CHE È SUCCESSO A JOANA di Valèrio Romão

Continuiamo il nostro mese del #IndieBBBCafè dedicato a Caravan Edizioni e lo facciamo con un libro bellissimo e struggente, che è anche la loro ultima uscita.
Parlo di Quello che è successo a Joana dello scrittore e poeta portoghese Valèrio Romão. Questo romanzo insieme ad un altro intitolato Autismo, nelle intenzioni dell'autore, dovrebbero far parte di una trilogia intitolata Paternità mancate.

Joana aspetta da otto anni di diventare madre. Insieme al marito ha già cambiato tre volte il colore della stanza del bimbo.
Quando una notte, al settimo mese di gravidanza, le si rompono le acque, corre in ospedale seguendo un piano che ha programmato sin nei minimi dettagli.
La sala travaglio è una stanza delle torture dove le donne affrontano la ritmicità dei dolori nell'indifferenza professionale del personale sanitario. Ma le cose non vanno secondo le previsioni. Errore umano? Destino geneticamente determinato?
Unica via di fuga per far fronte a un inaccettabile fallimento sarà scivolare in una follia straripante, in grado comunque di procurare a Joana un'inattesa forma di consolazione.


Lo stile di Valèrio Romão è ricco e corposo, a volte diventa quasi lirico e astratto sottolineando così il suo essere anche poeta. Una scrittura che all'inizio appare un po' complicata, difficile da seguire, ma basta prenderci un po' la mano e nel giro di poche pagine scorre benissimo, fluida e veloce. Così veloce che a un certo punto ho rallentato la lettura, perché non volevo finirlo troppo in fretta e desideravo gustarmelo appieno fino all'ultima pagina.

Il romanzo comincia con una scena inquietante, a tratti disturbante per quello che succede e per come è descritto. Dopo aver superato l'ostacolo di leggere quei contenuti, ho capito che era una scelta azzeccatissima dell'autore: con quella scena il lettore prende subito confidenza con l'ambientazione inquietante, sconvolgente e a volte surreale, che poi incontrerà qualche pagina dopo e che lo accompagneranno, con sensazioni ed emozioni veramente forti, per tutto il romanzo.
Ci ritroviamo a vivere quello che per Joana dovrebbe essere uno dei giorni più belli della sua vita, ma che a causa di un infausto destino, si trasforma in un incubo terribile.
La povera Joana si ritroverà, abbandonata in una sala travaglio insieme ad altre donne, a soffrire e ad avere paura, senza la possibilità di affidarsi alla compassione di nessuno, nemmeno di suo marito che verrà tenuto distante e all'oscuro di questo momento precedente al parto.
La protagonista all'inizio cercherà di farsi carico anche della sofferenza delle altre partorienti, aiutandole e sostenendole; ma ben presto quella situazione frustrante e sconvolgente avrà la meglio su di lei e la isolerà nel suo letto, sprofondata quasi nella follia, in attesa di mettere al mondo suo figlio.
Al lettore, del tutto avviluppato e coinvolto dalla storia, sembrerà di essere in quella terribile sala travaglio, sentendo le urla e le imprecazioni delle donne, i loro pianti e sospiri. Io mi sono ritrovata a desiderare di riuscire a tenere la mano di queste ragazze e poterle consolare.

Un perfetto e incisivo romanzo di denuncia sulla situazione delle partorienti in alcuni ospedali. Donne spaventate, confuse e doloranti lasciate completamente a sé stesse. Dottori troppo arroganti e altezzosi per concedere una parola gentile o un po' di conforto. Infermiere distratte, frustrate e indifferenti che non si permettono nemmeno un minimo di educazione e delicatezza nel trattare le povere gestanti.
Un ambiente decisamente ostile, che sicuramente non prepara, non mette a proprio agio e che non permette di vivere serenamente una delle gioie della vita (o che almeno dovrebbe esserlo).
Vi avviso che si prova molto stupore misto a tristezza leggendo come viene trattata Joana e cosa è costretta a sopportare, l'empatia nei suoi confronti è tanta, ma c'è anche molta rabbia. Rabbia verso il personale sanitaria, al quale una persona si affida in un momento di bisogno e di sofferenza e che non è in grado di dare una risposta empatica e rassicurante.

Non crediate che sia solo un romanzo, cioè non pensiate che sia tutto inventato o circoscritto ad alcuni ospedali portoghesi. No cari miei, purtroppo no. Si tratta di una realtà molto comune, presente in moltissimi ospedali del mondo, anche molti in Italia.
Per questo motivo è nata anche una campagna in tutto il mondo (in Italia è contrassegnata dall'hashtag #bastatacere) contro la violenza ostetrica. Potrete leggere la testimonianza di migliaia di donne che raccontano di come sono state trattate male, in modo irrispettoso, a livello fisico e psicologico da dottori, ostetriche e infermiere, molte umiliate pesantemente e derise, trattate peggio che animali.
Se vi interessa approfondire vi lascio il link all'articolo del Corriere della Sera che spiega tutto molto bene e riporta anche alcune testimonianze, in modo che possiate farvi un'idea di questa grave piaga che una società civile e rispettosa non dovrebbe avere, soprattutto in ambienti delicati come gli ospedali.

Come finirà questa storia? Cosa succederà a Joana? Troverà un po' di pace e sollievo? Non sarò certo io a dirvelo, ma dovrete leggere questo splendido libro.
Per qualcuno sarà dura e difficile, ma vi sprono ad arrivare fino in fondo perché ne vale veramente la pena. Una storia toccante, che vi entrerà nel cuore per non abbandonarvi più. Perfettamente scritta, ricca di dettagli e accuratamente costruita; una lettura drammatica e sconvolgente, che vi aprirà anche gli occhi su una realtà estremamente attuale e troppo comune nel mondo.

giovedì 6 luglio 2017

Uno sguardo al catalogo di CARAVAN EDIZIONI

Questo sarà un breve post in cui vi racconterò un po' alcuni libri Caravan edizioni che mi piacerebbe leggere. Naturalmente mi piacerebbe leggerli tutti, e prima o poi lo farò, ma per ora diamo uno sguardo a quelli più interessanti secondo me.

Il primo in assoluto che vorrei avere è Rivendicazione dei diritti delle donne, che insieme agli altri due che ho Dichiarazione dei sentimenti e Alle fanciulle e alle figlie del popolo andrebbero a formare un bel terzetto di letture femministe. Infatti questo libricino è uno dei primi documenti di filosofia femminista, scritto addirittura nel 1792.
Per curiosità l'autrice di questo documento, Mary Wollstonecraft, donna forte ma dalla vita breve, è anche la madre di Mary Shelley l'autrice di Frankenstein.




Avendo cominciato a leggere Qualcuno cammina sulla tua tomba, che vi assicuro è bellissimo e molto curioso, mi sembra doveroso leggere la prima pubblicazione di Mariana Enriquez cioè Quando parlavamo con i morti,
Si tratta di tre racconti inquietanti: uno su una tavola ouija, uno su una donna sfigurata e il terzo parla di Machi, che gestisce l'archivio dei bambini scomparsi e si affeziona al caso di una prostituta quattordicenne.
Se vi piace questo genere non potete certo lasciarvelo scappare, io non sono un'amante di questi libri, ma lo trovo estremamente interessante e affascinante che non vedo l'ora di leggerlo.



Un'altro libro interessante è Opendoor, di Iosi Havilio, ambientato in un paesino vicino a Buenos Aires racconta la storia di una donna, la cui compagna è sparita nel nulla, e lei si ritrova a stringere relazioni con persone sofferenti quanto lei, che la porteranno a perdersi sempre di più.
Prima opera di questo scrittore argentino ricca di disagio, smarrimento e malinconia, promette di essere molto bello e coinvolgente.






In finale c'è Bastardia, della scrittrice portoghese Hélia Correia, una storia di crescita e consapevolezza di sé, ma anche di un viaggio importante per un ragazzo, che desidera con tutte le sue forze, e che forse è predestinato a fare a causa di un sortilegio fatto a sua madre.
La giusta dose di avventura e magia tipica della letteratura portoghese, spagnola e anche sudamericana.






Non so voi ma io sono molto curiosa di leggere questi libri, che faranno parte sicuramente dei miei prossimi acquisti.
E ora tocca a voi: cosa vi piacerebbe leggere di Caravan edizioni? Andate subito a consultare il loro catalogo e poi venite subito a dirmelo. Aspetto i vostri consigli.

lunedì 3 luglio 2017

Indie BBB Café | Intervista a CARAVAN EDIZIONI

L'Indie BBB Café ha aperto le sue porte a gennaio con la prima casa editrice ospite che è stata CasaSirio Editore. Da allora ogni mese l'abbiamo dedicato a una piccola realtà editoriale italiana, in ordine sono state: Las Vegas Edizioni, Eris Edizioni, Exòrma Edizioni, SUR e Gorilla Sapiens Edizioni.
Nel mese di luglio tocca a me, e io vi voglio presentare una casa editrice davvero speciale, con dei prodotti editoriali interessanti e di qualità: Caravan Edizioni, che pubblica soprattutto letteratura contemporanea del Sud America, ma tra le loro proposte c'è molto di più...

Il logo di Caravan edizioni
Benvenuti, è un piacere per me ospitarvi tra i miei appunti.
Cominciamo dall'inizio: come nasce Caravan edizioni e qual è la vostra linea editoriale?

Grazie intanto per l'ospitalità! Caravan nasce nel 2010 a Roma per volontà di quattro donne, appassionate di viaggio, letteratura e identità culturale. Nel 2013, dopo una "pausa" di un anno, la casa editrice riparte con una squadra leggermente cambiata ma medesimi intenti. Attualmente abbiamo due collane principali: in "Bagaglio a mano" esploriamo la narrativa contemporanea, in particolare quella proveniente dall'America del Sud, mentre nella collana "Segnavia" recuperiamo testi fondativi sui diritti umani, e in particolare sui diritti delle donne. Per quanto riguarda la narrativa, il filo rosso è il modo in cui le nuove generazioni percepiscono il passato a volte oscuro vissuto dai loro padri. Ma nel caso di Mariana Enriquez, ad esempio, questo tema si intreccia con quello dei diritti delle donne, ripreso nella collana "Segnavia". Insomma, che si tratti di storie o saggistica, i nostri libri dialogano sempre tra loro.

Nella collana "Bagaglio a mano" pubblicate principalmente autori del Sud America, ma anche qualcosa dell'Est Europa. Come mai la scelta di paesi così distanti tra loro geograficamente e culturalmente parlando? C'è forse qualcosa che li accomuna?

Sì, sicuramente Sud America ed Est Europa hanno un legame profondo, dovuto a diversi flussi migratori, anche se a conti fatti questo legame, almeno nel caso degli autori da noi pubblicati, si ripercuote poco in termini di peculiarità letterarie. C'è un romanzo brasiliano che avremmo potuto pubblicare che racconta la ricerca delle proprie origini brasiliane da parte di un uomo polacco, e a pensarci bene ce n'è un altro ceco che racconta le origini ceche di una donna argentina. Diciamo che se avessimo pubblicato questi e altri romanzi a poco a poco il legame sarebbe affiorato più chiaramente. Lo stesso Krupa, autore del nostro Serpenti, ha un cognome polacco. Ma per farla breve, Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? è stato l'inizio, molto riuscito, di una sotto-collana che non si è mai avviata, e che avrebbe ospitato autori dell'Est Europa. Per tanti motivi, abbiamo preferito concentrarci sui giovanissimi latinoamericani.

Vorrei evidenziare particolarmente la vostra collana "Segnavia", che tratta argomenti decisamente importanti come i diritti delle donne. Questo tema mi sta molto a cuore e cerco di portarlo sempre più in luce nel mio blog, parlando appunto di libri con queste tematiche. Ce ne volete parlare un po' di più? Come è nata l'idea e perché è stato scelto proprio questo tema? Sono previste altre uscite in questa collana?

Anche a noi sta molto a cuore il tema, come si può evincere. Crediamo che i nostri "libricini delle femministe", come li chiamiamo scherzosamente tra noi, dovrebbero trovarsi in tutte le case. È una cosa che va al di là dell'aspetto commerciale di una casa editrice. Tant'è che parliamo di volumetti spillati da tre euro e cinquanta (della cui veste grafica, detto tra parentesi, siamo particolarmente fieri). Si tratta,più seriamente, di testi fondativi, rivelatori, necessari alla comprensione di quella che è stata la condizione della donna fino all'altro ieri. Ma c'è di più, sono testi brillanti, illuminati, e, nel caso della Wollstonecraft, persino divertenti. Sicuramente rimarranno una costante all'interno delle nostre pubblicazioni.

Tre libricini della collana Segnavia

Che cos'è esattamente "Traviesa" e perché avete deciso di portarla in Italia?

Traviesa è una splendida realtà, una rivista latinoamericana che mette insieme giovani autori di tante nazionalità diverse, producendo numeri digitali composti da quattro racconti ciascuno. Noi, semplicemente, ci siamo proposti di tradurre alcuni numeri e di importarli in Italia. Tra questi autori, Rodrigo Hasbún, classe 1981, è da poco stato pubblicato da SUR.

Quali sono i punti forti di Caravan edizioni? Cosa la differenzia dalle altre realtà editoriali? E quali sono, invece, i limiti che si incontrano essendo una piccola Casa Editrice indipendente?

Sappiamo di essere mossi principalmente dall'amore per le letterature che trattiamo, e per i nostri libri, in quanto oggetto cartotecnico e in quanto veicolo di contenuti che sanno alternare l'intrattenimento alla riflessione. Facciamo pochi libri l'anno, forse è questo a differenziarci da altri editori, ma non possiamo sostenere che questo implichi una cura editoriale maggiore, per quanto noi davvero ci mettiamo l'anima affinché i nostri libri siano "corretti" da tutti i punti di vista. I limiti si sono intravisti nella seconda domanda, parlando di libri che avremmo voluto fare e che non abbiamo fatto, a volte perché i diritti erano fuori dalla nostra portata, altre perché, in generale, abbiamo mezzi ridotti.

C'è in progetto qualche novità? Qualche prossima uscita che ci potete anticipare?

Parliamo dell'ultimo libro in uscita, Quello che è successo a Joana di Valério Romão, un libro molto intenso che parla della maternità ospedalizzata e che, va detto, potrebbe scuotere qualcuno per via della trama e delle atmosfere. È un libro difficile, al quale crediamo moltissimo, e speriamo che superi l'ostacolo della paura iniziale da parte di giornalisti e lettori. Ma consiglio anche il secondo libro di Mariana Enriquez, che nel frattempo è stata pubblicata anche da Marsilio, e che è un viaggio narrativo tra i cimiteri di tutto il mondo; si intitola Qualcuno cammina sulla tua tomba.

Le ultime due novità Caravan edizioni

Ultima domanda. Naturalmente prima di essere editori siete dei lettori. Ci dite due libri che, secondo voi, tutti dovrebbero leggere e perché?

Sì, siamo lettori, e lettori voraci, e anche tra noi molto diversi: c'è chi ama João Guimarães Rosa e chi Bernhard, chi Fenoglio e chi i manga. Forse proprio per questa varietà di preferenze non riusciamo ad accordarci su due libri che vadano bene per tutti. Ma chi leggerà quest'intervista se ci scriverà via mail avremo il piacere di dargli qualche consiglio su misura, e non necessariamente dal nostro catalogo.

Grazie mille per la disponibilità, attraverso queste risposte è emersa proprio tutta la passione e l'amore che provate per il vostro lavoro e i libri in generale.
Tenete duro e continuate sempre così, perché abbiamo bisogno di editori come voi, che credono in ciò che fanno, e tutto l'impegno che ci mettete si rispecchia negli ottimi prodotti che pubblicate.


Se l'intervista vi è piaciuta e vi ha incuriosito, andate subito nel sito di Caravan edizioni a spulciare un po' il loro interessantissimo catalogo, e andate a trovarli nella loro pagina Facebook.
Non dimenticate di mettere mi piace alla pagina delle Book Bloggers Blabbering per non perdervi tutte le recensioni ai libri Caravan che condivideremo con voi per tutto il mese di luglio, saranno degli ottimi suggerimenti per le letture sotto l'ombrellone.
E io tornerò da queste parti venerdì, perché non ho ancora finito di parlarvi di questa straordinaria casa editrice, e vi illustrerò un po' il loro catalogo elencando i libri che desidero leggere assolutamente.

venerdì 30 giugno 2017

CALENDARIO DELLE LETTURE DI LUGLIO

C'ho preso proprio gusto con questo calendario delle letture, lo attendo con ansia e durante tutto il mese mi sfido a terminare la quantità di letture che mi sono prefissata e a pensare che libri inserire nel prossimo (finché dura prendiamoci dentro...).
Dato che è diventata una rubrica fissa, ha diritto al suo banner, che realizzerò nei prossimi mesi (appena ho due minuti di tempo) così da rendere tutto più ufficiale e ordinato.
Intanto partiamo con le letture che ho intenzione di fare a luglio. Non saranno tante, perché in questi mesi ho intenzione di mollare un po' la cinghia con il blog e godermi l'estate in relax (anche perché accendere il computer con questo caldo è da spararsi!!)

Prima di tutto vi informo che #IndieBBBCafé delle Book Bloggers Blabbering di questo mese sarà interamente dedicato alla Caravan edizioni. Non perdetevi la mia intervista alla Casa Editrice che sarà pubblicata qui sul blog lunedì, e anche tutti i bellissimi consigli di lettura che vi daremo durante tutto il mese.
Dal canto mio io leggerò due libri Caravan, per poi parlarvene.
Il primo sarà Quello che è successo a Joana di Valerio Romão. Romanzo secondo me straziante di una donna al settimo mese di gravidanza che le si rompono le acque e si precipita in ospedale. Oltre all'ambiente terribile della sala travaglio e all'indifferenza del personale sanitario, qualcosa non va per il verso giusto. Errore umano o destino? Lo scopriremo, mentre la nostra povera Joana sprofonderà in una spirale di follia straripante.
Mi incuriosisce tanto, anche perché tempo fa ho letto un'illuminante articolo su quello che passano le partorienti in sala parto e durante il ricovero successivo. Aneddoti indicibili, che fanno indignare e vergognare. Comunque approfondirò l'argomento se questo è, in parte, il tema del libro e potremo discuterne sotto la recensione.

Secondo libro Caravan è Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez. Regalatomi gentilmente mentre mi trovavo a Roma per Più Libri Più Liberi il dicembre scorso.
Un libro che mi ha incuriosita subito dal titolo e poi mi ha letteralmente conquistata quando ho scoperto che al suo interno l'autrice racconta la storia di persone del tutto comuni, ma con vicende curiose e interessanti, sepolte nei cimiteri più suggestivi del mondo, da Genova a New Orleans fino a Parigi.
Non c'è assolutamente nulla di macabro in questi racconti, mantenendo un certo rispetto per i defunti, ma anche un po' di ironia per non appesantire la situazione.
La vita delle persone, reali e non, mi ha sempre incuriosita, è anche per questo che sono un'accanita lettrice, non è forse per questo che si legge? Per scoprire e immergersi nella vita di qualcun'altro? E farlo attraverso una passeggiata tra le tombe di diversi cimiteri in compagnia della Enriquez mi affascina molto.

Ultimo libro, ma già in lettura in questo momento, è il piccolissimo (appena 80 pagine) ma intensissimo e coinvolgente L'altra figlia di Annie Ernaux, questa volta de L'orma Edizione.
Una lettera che l'autrice scrive alla propria sorella morta due anni prima che lei nascesse. Un racconto intimo e toccante, che la Ernaux fa a cuore aperto, interrogandosi su che ruolo ha avuto questa sorella invisibile nella sua vita e nella vita dei suoi genitori.
Veramente una lettura veloce date le poche pagine, ma alla quale bisogna prestare molta attenzione. Sa scavare nei sentimenti e nelle emozioni umane, fino a commuovere.


Ecco qui. Come potete vedere questo mese mi concentrerò su sole tre letture, ma nulla mi vieta di cominciarne altre quando le avrò finite queste, solo che non voglio programmarle ora. Ho molto tra cui scegliere: alcuni racconti, un paio di libri nuovi e molti libri che attendono da tempo nella mia libreria... Deciderò con calma quando sarà il momento, per ora va bene così.
A dire la verità avrei ancora in lettura Tredici di Jay Asher, che trovo estremamente noioso e lo sto trascinando da due mesi ormai, ma cercherò di finirlo il prima possibile in modo da parlarvene nel prossimo Romanzi a Puntate.

E voi avete letto o avete intenzione di leggere qualcuno di questi libri? Avete già deciso quali saranno le vostre letture sotto l'ombrellone? Avete qualcosa da consigliarmi?
Ci vediamo lunedì con l'intervista alla redazione di Caravan edizioni, non mancate!!

mercoledì 28 giugno 2017

ROMANZI A PUNTATE: DIECI PICCOLI INDIANI di Agatha Christie


Circa un mese fa ho visto che in televisione davano le due puntate della mini-serie omonima del capolavoro di Agatha Christie Dieci piccoli indiani. Dato che non avevo mai letto un giallo (lo so, è vergognoso) e soprattutto mai un giallo di Agatha Christie (ancora più vergognoso), ho deciso che era arrivato il momento di provare questo genere, e quale scelta migliore se non cominciare con la regina del delitto in persona?!
Per una volta la televisione mi ha spinta ad uscire dalla mia zona confortevole, mi ha fatto affrontare un genere diverso dal solito, che mi ha conquistata e che da ora leggerò molto volentieri.

Dieci persone estranee tra loro sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito.
Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli, hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. e una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini.
Per gli ospiti intrappolati su quell'isola è l'inizio di un incubo: angoscia, paura, terrore, panico e quasi isteria. Emozioni e accuse reciproche che si susseguono omicidio dopo omicidio, fino alla rivelazione finale.





Lo stile di Agatha Christie è sublime: con pochissime descrizioni è in grado di caratterizzare perfettamente i personaggi, e qui ce ne sono dieci tutti distinguibili tra loro, riconoscibili immediatamente quando appaiono in scena. I dettagli che il lettore ha su ogni personaggio sono molto scarni, ma incredibilmente nella sua mente si delineano delle figure precise, con tratti somatici e caratteriali specifici, creando personaggi a tuttotondo.
La scrittura è semplice e diretta, pochi e veloci dialoghi, facile da seguire anche quando l'autrice cambia le carte in tavola e tenta di disorientare il lettore, ma senza confonderlo, in modo da non perdere la sua attenzione.
Una vera e propria detective story con le sue formule e convenzioni, in cui il lettore è continuamente sorpreso da rivelazioni, scoperte e intrecci. Un'opera intelligente e curata nei minimi dettagli, che fa lavorare la mente di chiunque la legga, stimolando il ragionamento, le riflessioni e accrescendo la curiosità. Una vera partita d'intelligenza tra autrice e lettore che, manco a dirlo, si conclude a favore della Christie.

Non ci sono assolutamente descrizioni di sangue e violenza, è tutto molto più sottile e pacato, più psicologico ed emotivo, in grado di creare comunque una tensione crescente, che parte in sordina per poi esplodere nelle ultime pagine, man mano che ci si avvicina alla risoluzione del caso.
Ho riscontrato anche una certa vena ironica nel descrivere alcune scene, forse un modo per smorzare la tensione del momento, che provoca dei sorrisi amari dato ciò che si sta leggendo.
In quest'opera c'è la volontà di impartire una morale ottimistica alla fine, ma mi sono informata e a quanto pare è una cosa che ricorre in tutti i libri di Agatha Christie. Alla fine la verità e la giustizia trionfano sempre, in qualche modo il colpevole (o i colpevoli...) ha ciò che si merita, al contrario di quanto accade di solito nella realtà e ciò ha l'intento probabilmente di rasserenare il lettore.

Per gran parte della storia i personaggi sono sospettosi e diffidenti tra loro, il sospetto verso chiunque è una costante, sia nella mente del lettore, sia tra i dieci protagonisti che continuano ad accusarsi a vicenda. Un costante senso d'angoscia, di tensione e sospetto verso tutti aleggia su ogni pagina, ed è estremamente affascinante e coinvolgente.
Sicuramente questa lettura ha fatto muovere costantemente le rotelle del mio cervello. Ho sospettato di diversi personaggi, ho fatto riflessioni e ragionamenti per cercare di capire cosa stesse succedendo in realtà, sono arrivata addirittura a pensare all'esistenza di una forza superiore che manovrasse i fili della storia. Ma non c'è nulla di soprannaturale nelle opere di Agatha Christie. Tutto è molto realistico e frutto della, contorta e sadica, mente umana. Arrivando alle conclusioni finali, in cui tutto viene svelato, ho sorriso divertita scoprendo di non aver capito proprio nulla, di essere stata ingannata perfettamente dall'autrice che ha seminato indizi lungo tutto il libro, ma che non li ho saputi leggere correttamente.
Una lettura coinvolgente, che mi ha tenuto incollata alle pagine fino alla fine, e che poi ha saputo sorprendermi come pochi libri riescono a fare.

La BBC One ha trasmesso nel 2015 la miniserie omonima tratta da questo romanzo; originariamente composta da tre puntate di 60 minuti ciascuna, ma ridotte a due da un'ora e mezza quando è stata trasmessa in Italia per la prima volta nel novembre del 2016.
Questa è solo l'ultima, in ordine cronologico, delle innumerevoli trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali di quest'opera. Personalmente ho visto solo questa e mi è sembrata molto accurata nelle sceneggiatura, nella scenografia e nei costumi, molto fedele al libro.
Gli attori scelti sono tutti molto bravi. Questa è una storia che si svolge molto tramite gli sguardi e il non detto e le loro interpretazioni sono magistrali: con un solo sguardo riescono a trasmettere emozioni intense e tensione.
Tra i più noti Aidan Turner, che qui interpreta Philip Lombard, e potete vederlo anche nei panni di Ross Poldark nell'omonimo period drama; Charles Dance, qui il giudice Wargrave, ma che nei nostri cuori sarà sempre papà Lannister de Il trono di spade; Miranda Richardson attrice britannica che interpreta l'austera Emily Brent, ma che ha al suo attivo innumerevoli serie TV e altrettanti film (tra cui anche Harry Potter); e Sam Neil, neozelandese, famoso soprattutto per i suoi ruoli in pellicole cinematografiche (come ad esempio nell'ultimo film Marvel, Thor: Ragnarok) e in questa miniserie è il generale MacArthur.

Ci sono delle differenze tra romanzo e serie TV, come è ovvio che sia quando c'è questo cambiamento di registro. Alcune cose che funzionano nei libri non sono trasportabili sullo schermo, e dal canto suo la televisione usa tecniche diverse per mettere al corrente lo spettatore di alcune cose, come ad esempio l'uso dei flashback che in questa miniserie servono soprattutto a far conoscere la storia pregresse dei personaggi, fondamentale per capire lo svolgimento della storia.
Altri piccoli particolari discostano dalla storia originale: come ad esempio il nome dell'isola, perché i tempi sono cambiati e socialmente non sarebbe più accettato il nome originale Nigger Island. Anche l'usare sempre e solo il termine "indiani" al posto di "negretti" usato invece nel romanzo, sottolinea il cambiamento della società e che certi termini non è più giustificato usarli.
Hanno aggiunto anche una storia d'amore tra Vera Claythorne e Philip Lombard, che nel romanzo non esiste proprio, perché la sottotrama amorosa incuriosisce sempre e appassiona, anche se in una storia come questa non ce n'era proprio bisogno.

Nella miniserie tutti e dieci i personaggi appaiono colpevoli di omicidio a loro modo, attraverso numerosi flashback il telespettatore capisce che tutti e dieci i protagonisti hanno un animo cattivo e che nel passato hanno commesso un crimine di cui non si pentono più di tanto, perché hanno delle motivazioni per cui si giustificano. Nel romanzo invece questo non è così chiaro, ma viene lasciato al giudizio del lettore. Quello che nella serie TV è dato per certo e sicuro, cioè la colpevolezza di tutti, nel romanzo è sottinteso e per alcuni personaggi addirittura non si ha mai la certezza della loro colpevolezza, nemmeno a romanzo concluso.

Un'ottima trasposizione che permette di arricchire le immagini che si erano create in mente durante la lettura. Le ambientazioni sono perfette, così tetre e cupe, a volte con risvolti horror e spaventosi, da far venire veramente i brividi. E la musica di sottofondo, usata per l'intera durata della serie (tre ore) senza interruzioni, ma con alcuni picchi a sottolineare le scene più incisive, crea un'atmosfera ricca di tensione, agitazione e senso di claustrofobia.
Insomma una visione perfetta da fare dopo la lettura di questo capolavoro di Agatha Christie, che riesce a trasmettere esattamente le stesse emozioni del romanzo e che non deluderà nemmeno i più affezionati al libro.